Tatuaggio tribale: storia e significato

Al giorno d’oggi è sempre più frequente incontrare persone le quali possiedono almeno un tatuaggio. Soprattutto fra le nuove generazioni infatti il tatuarsi è diventata ormai una pratica comune, sebbene non manchino anche adulti con qualche disegno iconico su una qualche parte del corpo.

Nella maggioranza dei casi, aldilà della componente estetica che attrae l’individuo a farlo, un tatuaggio porta con se un forte significato, generico o estremamente personale e profondo, come un legame o un ricordo.

Tra scritte, date e disegni, stili realistici e old school, uno dei tatuaggi più comuni è lo stile tribale.

Ma che cos’è un tatuaggio tribale?

In questo articolo vedremo che cosa si intende per tribale, quali significati ha e quali sono le origini di uno degli stili di “tattoo” più famosi al mondo.

Le origini

Al contrario di come spesso si pensa, i tatuaggi hanno un origine molto antica: si sono ritrovati resti di mummie risalenti a circa 5000 anni fa con segni e tatuaggi ancora visibili.

Ma come nasce il tatuaggio tribale?

Anch’esso sembra avere radici molto antiche.

Come suggerisce il nome, esso deriva dalle tribù: popolazioni antiche che vivevano in alcuni villaggi in gruppo o in dei clan. Spesso ogni tribù aveva una sua ideologia, un sistema di segni e simboli a cui davano significato mistico o religioso. I tatuaggi sembra avessero proprio questa funzione, oltre che di appartenenza a quella tribù, di potere quasi magico o religioso. Alcuni li avevano per appartenenza ad un ceto sociale, altri per simbolo di forza e autorevolezza, alcuni come sacerdoti o stregoni per contatto con le divinità e altri come strumento di protezione da maledizioni e malocchi. I soldati spesso si “incidevano” simboli e segni di forza su parti del corpo vistose per intimorire il nemico o per segnare l’appartenenza ad un rango. Alcune delle popolazioni indigene da cui deriva il tattoo tribale sono: Maori, Aztechi e nativi americani, Egizi, Samoani, i Celti, Thaithiani e altri.

I più famosi tattoo tribali: maori-polinesiani

I tattoo Maori sono i tatuaggi tribali più conosciuti e richiesti, nascono in Polinesia e sono molto utilizzati dalle varie tribù locali. Carattere tipico di questa popolazione è quella di utilizzare il tatuaggio come rito di passaggio dall’essere un bambino al diventare adulto. Inoltre, è tradizione della popolazione, segnare con tatuaggio non solo il passaggio di maturità ma anche ogni evento significativo della vita. Ad esempio le mogli. Un’altra particolarità è che i Maori erano e sono soliti realizzare il primo tatuaggio sul volto: Il “moko”, nome con il quale definiscono il tradizionale tatuaggio sui loro volti. Il “kirituhi”, altro tipo di tatuaggio Maori è la rappresentazione più decorativa e a differenza del moko può essere impresso da tutti senza che venga per forza assegnato al significato preciso di un avvenimento rilevante.

A differenza delle nostre tecniche ormai avanzate, i tatuaggi all’epoca venivano realizzati raschiando la cute o attraverso una vera e propria incisione con un martelletto o un punteruolo. Una pratica molto dolorosa oltre che pericolosa per la pelle.

Significati

Attualmente nella nostra società, che significa il tribale come tatuaggio? Quanti significati può avere e quanti tipi ne esistono?

Oggi il significato dei tatuaggi tribali ha ovviamente perso quello mistico, spirituale o sociale delle tribù del tempo. Esso infatti possiede in primis un valore estetico. I tribali sono affascinanti disegni di carattere astratto, realizzati quasi sempre completamente di nero, che catturano l’attenzione per i movimenti geometrici ripetuti e incrociati tra loro.

Tuttavia oltre che come elementi decorativi, anche nella società moderna i tatuaggi tribali portano con loro significati: spesso ogni simbolo custodisce un significato ben preciso.

Quanti significati hanno i tatuaggi tribali?

Come dicevamo prima, i simboli tribali raffigurano in modo astratto animali, fiori, piante, stagioni, elementi naturali o di fantasia, ognuno dei quali porta con sé un determinato significato. La lista dei possibili tattoo tribali esistenti è molto lunga e variegata: qui ne elencheremo alcuni tra i più comuni e importanti.

Leone: Animale simbolo di coraggio, sapienza, intelligenza, potere, eccesso, lealtà. Prettamente maschile, anche oggi chi decide di tatuarselo vuole comunicare autorità, determinazione, fierezza e potenza. Indica anche nobiltà d’animo e regalità poiché è il “re degli animali”. Tra gli aspetti negativi ad esso associato sono la ribellione, l’orgoglio, la vendetta, l’istinto e l’indomabilità. Il leone può essere rappresentato calmo, ruggente, alato.

Colibrì e fiore di loto: Comunemente femminile, ma scelto anche da uomini, questo mix è uno dei già comuni tra i tribali. Il fiore di loto nasce immerso nel fango per poi sbocciare in tutta la sua bellezza: significato di speranza e rinascita. Il colibrì indica prosperità e vita, la gioia e l’amore. Entrambi sono simboli di positività, ottimismo, inno alla vita.

Scorpione: Lo scorpione è tra i tatuaggi tribali più complesso e spesso ambivalente. Come animale, la presenza di un pungiglione velenoso rappresenta il pericolo e la morte ma anche la vittoria sulle ostilità della vita. Come la farfalla, muta la pelle più volte e per questo ha assunto su di sé il significato di rinascita, transizione e cambiamento.

Farfalla: Rinascita e metamorfosi sono i significati di quest’animale come anche quelli di transizione e cambiamento. Lo scorpione e la farfalla tribali rimandano anche al significato di protezione e guarigione.

Questi sono solo alcuni dei tatuaggi di animali tribali più comuni, altri sono la Tartaruga, Geco, Uccelli, Rondine, Gufo, Lupo, Fenice, Libellula, Rosa etc.

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Quali sono i punti del corpo ideali per un tatuaggio tribale?

Come dicevamo prima, i tatuaggi tribali puntano sulle forme geometriche e sul carattere astratto del disegno. Infatti, aldilà di animali e segni di elementi naturali, spesso questi tattoo contengono forme ed elementi decorativi che compongono rappresentazioni complesse ed eleganti. Essi possono essere di grandi dimensioni, applicati su ampie zone del corpo come spalle o schiena fino a punti più fini e piccoli come polpacci e polsi.

Quali sono i punti del corpo maschili per un tatuaggio tribale?

La storia, le tradizioni e la moda ci indicano che le zone più tatuate con i tribali sono tendenzialmente differenti tra uomo e donna. Per gli uomini troviamo come punti tradizionali il braccio e l’avambraccio, le gambe e i polpacci, la schiena e le spalle. Infatti i disegni tribali spesso sono realizzati in modo tale da esaltare la muscolatura del corpo e la sua forma, proprio come per i guerrieri indigeni per simboleggiare forza e virilità.

I punti di tendenza più femminile per il tattoo tribale sono: le mani, i polsi, dietro la spalla, dietro l’orecchio, sulle caviglie, la zona ombelicale e in zona del seno, spesso sotto, in mezzo o lateralmente.

In conclusione, che sia per motivi estetici, per appartenenza ad un gruppo, ad una ideologia, per fede, per legami o ricordi lontani, i tatuaggi tribali sono veicolo di significati nascosti, i quali portano con loro una tradizione lontana, dagli antichi popoli indegni fino ai giorni nostri. Ne esistono moltissimi tipi, da diverse culture di origine e in vari punti del corpo, in questo articolo abbiamo strutturato una panoramica generale su cosa siano i tatuaggi tribali, da dove derivano, che significati hanno e dove vengono tradizionalmente impressi sul corpo.