Percy Waters e la nascita del tatuatore moderno
Ci sono artisti che lasciano il segno attraverso le immagini che producono. Altri, invece, contribuiscono a cambiare il modo stesso in cui un’intera professione viene praticata.
Percy Waters appartiene a questa seconda categoria.
Tatuatore, costruttore di macchine, imprenditore e fornitore di attrezzature, Waters è stato una delle figure più importanti nello sviluppo del tatuaggio americano del primo Novecento. La sua storia racconta un momento preciso nell’evoluzione del tattoo: quello in cui una pratica ancora legata ai circhi, agli spettacoli itineranti e a un ambiente prevalentemente underground cominciava lentamente a trasformarsi in un mestiere organizzato, tecnico e riconoscibile.
Per chi oggi decide di costruire il proprio futuro nel tatuaggio, la sua esperienza contiene una lezione sorprendentemente contemporanea: saper tatuare è fondamentale, ma comprendere gli strumenti, il disegno, il proprio lavoro e il settore che ci circonda lo è altrettanto.
Dai circhi dell’Alabama alla costruzione di una carriera
Percy Waters nasce ad Anniston, Alabama, nel 1888.
Il suo primo incontro con il tatuaggio sarebbe avvenuto osservando i tatuatori presenti nei sideshow dei circhi itineranti che attraversavano la sua città. All’epoca Waters stava imparando il mestiere di modellatore in fonderia e il tatuaggio era ancora qualcosa che praticava principalmente come interesse personale, lavorando sulle persone della zona con l’attrezzatura che era riuscito a procurarsi.
Ma la curiosità non rimase confinata ad Anniston.
Waters iniziò a viaggiare per incontrare altri tatuatori e conoscere più da vicino un mondo che, all’inizio del Novecento, non aveva certamente scuole, percorsi accademici o sistemi formativi strutturati come quelli che conosciamo oggi.
Nel 1917, dopo aver lasciato Anniston e aver trascorso un breve periodo a New York, si stabilì a Detroit. È qui che il suo percorso cambiò definitivamente dimensione.

Non solo tatuaggi: costruire gli strumenti del mestiere
A Detroit, Waters non si limitò ad aprire una nuova fase della propria attività come tatuatore.
Cominciò a costruire un vero e proprio ecosistema professionale intorno al tattoo.
Oltre a tatuare, sviluppò un’attività dedicata alla produzione e vendita di forniture, pubblicizzando i propri prodotti attraverso riviste e pubblicazioni dell’epoca. Nel corso dei circa vent’anni trascorsi a Detroit progettò e realizzò numerosi modelli di tattoo machine, arrivando nel 1929 a ottenere un brevetto negli Stati Uniti per alcune delle sue soluzioni tecniche.
La sua attività di forniture arrivò a essere una delle più rilevanti del settore in quel periodo.
È proprio qui che la figura di Waters diventa particolarmente interessante.
Non utilizzava semplicemente uno strumento: cercava di comprenderlo, modificarlo e migliorarlo.
Macchina, tecnica, disegno e professione diventavano parti dello stesso processo.
E mentre il tatuaggio continuava ad affermarsi come linguaggio visivo, Waters contribuiva anche alla costruzione materiale dell’infrastruttura necessaria a chi quel linguaggio voleva praticarlo.
“Just a Good Tattooer”: quando il lavoro parla più del personaggio
C’è anche un elemento quasi paradossale nella sua storia.
Nonostante fosse conosciuto tanto nel mondo del tatuaggio quanto nell’ambiente dello spettacolo, Waters si presentava con una definizione estremamente semplice:
“Just a Good Tattooer.”
Solo un bravo tatuatore.
Una frase essenziale che oggi potrebbe quasi sembrare una dichiarazione programmatica.
Dietro quella semplicità c’erano infatti anni di esperienza, progettazione, sperimentazione tecnica, conoscenza del mercato e costruzione di una delle attività di tattoo supply più significative della sua epoca.
Waters rappresenta quindi una delle prime incarnazioni di una figura oggi sempre più importante: il tatuatore che non conosce soltanto la tecnica sulla pelle, ma comprende l’intero sistema professionale che esiste intorno al proprio lavoro.

Dall’artigianato alla formazione: cosa può insegnare Waters oggi
Quasi un secolo dopo, gli strumenti sono cambiati radicalmente.
Le macchine si sono evolute, il tatuaggio è entrato nella cultura visiva contemporanea e il lavoro dell’artista non termina più necessariamente dentro le mura di uno studio.
Un tatuatore oggi può lavorare contemporaneamente con illustrazione, grafica, fotografia, superfici, prodotti, contenuti digitali, brand e direzione artistica.
Ed è proprio qui che la storia di Percy Waters trova un collegamento interessante con la nuova Triennale VIS Tattoo Academy – Bachelor of Fine Arts in Tattoo and Contemporary Illustration, un percorso da 180 ECTS che affianca alla pratica del tattoo discipline come illustrazione, grafica, art direction, progettazione di superfici e competenze legate al visual contemporaneo.
Non si tratta soltanto di imparare a utilizzare una tattoo machine.
Il programma studi della Triennale comprende infatti pratica laboratoriale, disegno, composizione sul corpo, anatomia, dermatologia, igiene e sicurezza, ma anche progettazione su materiali differenti e competenze professionali legate alla gestione dello studio, al rapporto con il cliente, al marketing, alla fotografia, alla comunicazione e al personal branding.
Il tatuatore contemporaneo è più della sua tecnica
Percy Waters non poteva sapere quale sarebbe diventato il tatuaggio cento anni dopo.
Eppure la sua carriera anticipa un concetto che oggi appare sempre più evidente: la qualità di un tatuatore non dipende esclusivamente dalla capacità di eseguire un tatuaggio.
Dipende dalla cultura visiva che costruisce.
Dalla conoscenza tecnica.
Dalla capacità di progettare.
Dalla comprensione degli strumenti.
E dalla possibilità di trasformare il proprio talento in una professione consapevole e sostenibile.
È anche questa la filosofia che emerge dal percorso triennale VIS: formare non soltanto esecutori, ma professionisti capaci di costruire un’identità artistica e muoversi tra tattoo, illustrazione e arti visive contemporanee.
Waters costruiva e modificava le macchine con cui avrebbe lavorato.
Il tatuatore di oggi ha davanti strumenti completamente diversi, ma la domanda rimane sorprendentemente simile:
quanto conosci davvero il mestiere che hai scelto di fare?
Studiare figure come Percy Waters significa quindi qualcosa di più che conoscere la storia del tattoo.
Significa comprendere come questa disciplina sia arrivata fin qui — e avere gli strumenti per immaginare dove potrà arrivare dopo.




